Riapre il Piccolo Lago di Marco Sacco

08.03.15

Con The Round Table – Lo chef si chiama Marco Sacco. Ha imparato a cucinare nel ristorante dei suoi genitori, una tranquilla pensione per vacanzieri. Lo stesso ristorante quaranta anni dopo la sua apertura ha due Stelle Michelin, un punto di atterraggio per elicotteri, un giardino che accoglie eventi internazionali, una cantina con oltre 1000 etichette. Al Piccolo Lago regna un’atmosfera rara: libertà, tenacia, perfezione, impertinenza e dedizione – oltre ad uno strano calore, quella specie di affetto e di stima che lega cuoco e personale di sala con le persone che assaggiano la sua cucina, quando ogni portata è come la tappa di un viaggio straordinario.

Il locale è singolare, unico: un’immensa baita di legno sospesa sopra il lago. I 460 mq interni sono divisi in più ambienti come un viaggio dal legno al fuoco, dalla luce del lago al cristallo chiaro e l’acciaio delle cucine. Importanti come quasi la metà della superficie di ricezione, le cucine su due piani sono divise in compartimenti strategici, attrezzate con mobili e apparecchiature ideate da Marco Sacco. Ogni ripiano, spazio di lavoro o di cottura è stato studiato per ottenere quello che esige il cuoco, quello che corrisponde alla personale idea di perfezione di Marco – la goduria di essere nelle condizioni ottimali per lavorare bene.

Classe 1965 Marco Sacco è velista professionista quando decide di affiancare suo padre in cucina. Sono gli anni 80. Marco allora studia, cucina, impara in Francia da Vergé e all’Oasis di Mandelieu durante i mesi di chiusura del ristorante. Dopo ogni viaggio, Marco torna al Piccolo Lago. Iniziano i viaggi nelle montagne della regione poi in tutta Italia scoprendo formaggi, burro, erbe, vini, tagli e preparazioni. Poi viaggia oltre l’Italia, prende il Mal d’Africa in Kenya e decide di seguire la magia delle farine di cereali, pasto universale, declinato in mille forme in tutte le cucine del mondo. Marco Sacco viaggia da deserti africani a risaie costruite sul fianco di montagne ripide, da città asiatiche gigantesche a souks maghrebini. Decine di viaggi effettuati negli anni durante i quali Marco scopre e impara odori, spezie, brodi, cotture, erbe, essenze, storie di tenacie folli e di raffinamenti infiniti che arricchiscono la sua cucina, ogni volta un po’.

Ad oggi il Piccolo Lago conta due Stelle Michelin, migliaia di PiccoloLagoLovers nel mondo, 200 posti a sedere dentro, centinaia fuori. Per marzo 2015 il Piccolo Lago prepara 3 nuovi menù, una nipotina, almeno altri 3 viaggi e 3 consulenze in Italia e all’estero e un paio di feste gigantesche nel nuovo giardino.